Una storia d’amore? Uno spaccato generazionale? Un tuffo nell’America dei Seventy ? Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta? Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson è tutto questo e ancora di più. Come sempre nei suoi film verrebbe da aggiungere, che partono da un fatto minimo e quasi insignificante (qui la proposta sfacciata e un po’ strafottente fatta da un quindicenne a una venticinquenne) per poi allargarsi lungo sentieri apparentemente disuniti che all’improvviso riconvergono verso un obiettivo. E se all’inizio certe «divagazioni» possono sorprendere, a ripensarci dopo sveleranno tutto il loro senso e la loro necessità perché — diciamolo subito — Licorice Pizza (dal nome di una catena di negozi di dischi che col film non c’entra ma che il regista frequentava da bambino) è un film che cresce nella memoria e che lievita come sanno fare le torte più buone.

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